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Autore Topic: Prima causa negli Usa per la conservazione dati dell'iPhone.  (Letto 3526 volte)

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Prima causa negli Usa per la conservazione dati dell'iPhone.
« il: Aprile 27, 2011, 06:08:14 am »

Prima causa negli Usa per la conservazione dati dell'iPhone. Jobs: non tracciamo nessuno

La raccolta di dati geografici degli iPhone segnalata la scorsa settimana da due programmatori informatici è nel mirino delle autorità per la privacy di quattro nazioni: Corea del Sud, Italia, Germania e Francia. Hanno aperto indagini per controllare eventuali infrazioni nella gestione dei dati personali.

Secondo l'agenzia Bloomberg l'ultima ad aprire una fascicolo è stata Seul: la Commissione per le comunicazioni coreana ha iniziato un'investigazione per valutare le modalità di raccolta dei dati e le scelte offerte agli utenti per offrire o ritirare il proprio consenso. Il venti aprile durante la conferenza Where 2.0 un ricercatore dell'università dell'Exeter e un ex dipendente della Apple hanno affermato che gli iPhone con il sistema operativo iOS4 archiviano un file che contiene indicazioni sulla posizione degli utenti e sul momento in cui si trovano in un luogo: i dati non sono cifrati. Secondo le prime ricostruzioni il file permette di tracciare gli spostamenti degli iPhone durante l'ultimo anno.

Ma in un forum di utenti Macintosh è arrivata una telegrafica smentita di Steve Jobs, amministratore delegato della Apple: in un messaggio ha scritto "Non tracciamo nessuno" per replicare alle affermazioni emerse durante la conferenza Where 2.0.

La scoperta ha sollevato un ampio dibattito su internet. Apple per adesso non ha ancora risposto in via ufficiale alle domande di chiarimenti inviate dal Congresso degli Stati Uniti e da organizzazioni per la tutela della privacy. Anche gli smartphone con il sistema operativo Android di Google archiviano dati geografici, ma l'azienda di Mountain View ha risposto che gli utenti possono decidere se accedere alle applicazioni che richiedono le informazioni sulla posizione degli utenti ("opt-in") e sono sempre in grado di ritirare il proprio consenso al servizio ("opt-out"). Inoltre, sottolinea che ogni dato geografico inviato ai suoi server è "reso anonimo e non può essere legato in alcun caso ad un utente particolare": si tratta di dati "non trattati e che non possono in alcun caso essere venduti a terzi".
Negli Stati Uniti le proteste contro Apple sono già arrivate in tribunale, prima di un accertamento dei fatti. In Florida è giunta una richiesta di impedire la presunta raccolta di dati: a presentarla sono stati il proprietario di un iPhone, Vikram Ajjampur, e il possessore di un iPad, William Devito. Secondo i legali dei due utenti può diventare il primo passo per una class action che include coloro che hanno iPhone e iPad aggiornati con il sistema operativo iOS4 dove, secondo i risultati mostrati durante la conferenza Where 2.0, vengono memorizzati i file con i dati relativi alla longitudine, latitudine e momento della presenza in un luogo. Le informazioni non sono raccolte mediante gps, ma a partire dalle reti wifi nelle vicinanze.

fonte:http://www.ilsole24ore.com