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Autore Topic: "La più vuota delle immagini"  (Letto 5873 volte)

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Offline ForzaSòle

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"La più vuota delle immagini"
« il: Luglio 20, 2013, 06:57:53 am »
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=q84USXp_YJ8" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=q84USXp_YJ8</a>
Per me i soli che esistono sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, di parole, di salvezza, quelli del tutto e subito; quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono,altissimi, tra le stelle ...
Kerouac

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Re:"La più vuota delle immagini"
« Risposta #1 il: Luglio 20, 2013, 07:09:02 am »
(  Riassunto   del racconto di Tolstoj citato nel filmato )
La morte di Ivan Ilic - Lev Nikolaevic Tolstoj

La scena si apre nel palazzo di giustizia, dove circola la voce che il consigliere della corte d’appello Ivan il’ic è morto, dopo lunghe agonie, a soli 45 anni. Tra i suoi ex colleghi non sembra circolare il compianto, ma piuttosto scommesse e speranze su chi occuperà il prestigioso posto del consigliere deceduto. Petr Ivanovic, l’amico più caro di Ivan, si reca a portare l’estremo saluto e un gesto di cordoglio alla moglie del collega e da lì inizia il triste racconto della vita del consigliere. Ivan Il’ic, fin da ragazzo, aveva seguito le orme paterne, studiando giurisprudenza e iniziando così, una carriera brillante ed in continua ascesa. Primariamente, era stato nominato giudice istruttore, in seguito, sostituto procuratore in un altro governatorato ed è proprio lì che aveva conosciuto la donna della sua vita: Praskov’ja Fedorovna, un’incantevole ragazza di buona famiglia. Con il matrimonio cominciarono ad insorgere i problemi: nonostante la nascita di due figlie la cospicua ricchezza, Praskov’ja era continuamente infelice, ogni suo commento era un monito contro il marito che a poco a poco, cominciò a chiudersi in se stesso pensando solo al suo lavoro e nient’altro. Dopo diciassette anni di matrimonio, Ivan si impose un traguardo: “Ottenere un posto con 5000 rubli di stipendio”, così da placare le pressanti critiche della moglie e, per un caso fortuito, ci riuscì. Il consigliere si trasferì a Pietroburgo, trovando addirittura un delizioso appartamento per lui e tutta la famiglia, che lo avrebbe raggiunto, una volta terminati i lavori di arredamento. Di tutto ciò si occupò Ivan, decidendo lui stesso ogni tipo di tendaggio o mobile. Ma un giorno, per mostrare al tappezziere come voleva un drappeggio, lo sfortunato cadde da uno sgabello e battè un fianco. Nulla di strano, se non che, proprio da quello sfortunato colpo, la vita di Ivan cominciò ad andare a rotoli. Quello che sembrava un semplice livido si trasformò in un dolore atroce e persistente che accompagnava l’uomo tutto il giorno distraendolo dal lavoro e facendolo diventare odioso ai familiari, che non apparivano molto interessati al suo stato di salute. La strana malattia peggiorò e nessun medico riusciva a dargli una diagnosi valida, ciascuno di essi colmava il malato di vane speranze e rimedi, senza il più flebile miglioramento. Da qui Ivan inizia il suo viaggio psicologico, che lo porta a rivalutare tutta la sua vita, gli affetti, le scelte. Comincia a cogliere il vero significato di ogni cosa, della malattia, della morte e della profonda ingratitudine e malcelata noncuranza che gli ingrati familiari gli mostravano. Solo un servetto, Gerasim, si occupò con incondizionato amore del malato, che si sentiva molto meglio appena lo vedeva. Purtroppo questo non servì a guarire Ivan, che negli ultimi tre giorni della sua vita, tra momenti di delirio e riflessioni non riuscì nemmeno a chiedere perdono per le sofferenze causate alla moglie e ai due figli per l’isteria dovuta alla malattia: pronunciò solamente un “ridona”, anziché “perdonami”, e dopo due ore spirò.
« Ultima modifica: Luglio 20, 2013, 07:10:57 am da ForzaSòle »
Per me i soli che esistono sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, di parole, di salvezza, quelli del tutto e subito; quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono,altissimi, tra le stelle ...
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