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Autore Topic: Il bambino che non poteva correre ...  (Letto 2911 volte)

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Offline ForzaS˛le

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Il bambino che non poteva correre ...
« il: Luglio 11, 2015, 12:31:47 pm »

Ci sono momenti di vita che anticipano il futuro. A volte riusciamo persino a scrivere frasi premonitrici.
Alcuni giorni fa, hai scritto una poesia che hai intitolato: "Come un vortice di vento". Ieri passeggiando per ci˛ che resta della Versiliana , rivivevo quel vortice di vento  che ha imperversato sul nostro territorio per poi farsi strada con prepotenza, anche tra i vicoli della mia mente, tra i sentieri del mio ricordo.
Io ti piacevo e tu piacevi a me. Mi piaceva il tuo largo sorriso, mi piacevano i tuoi lunghi capelli, mi piaceva la tua voce un po' arrochita, ma che sapeva infondermi una inspiegabile sicurezza. Il mio sguardo cercava sempre i tuoi occhi, perchŔ se avessi rivolto l'attenzione sulla tua mano che con difficoltÓ avvicinavi alla fronte per scostare una ribelle ciocca di capelli o sul tuo braccio, che a fatica riusciva ad alzare il cucchiaio all'altezza della bocca, temevo di svelare l'imbarazzo che mi creavano le tue condizioni di salute. Forse sei stata la mia prima genuina amicizia maschile.
Mi ricordo la tua casa, situata alla sommitÓ di un non poco ripido viottolo sterrato, ad ornamento della quale, un alto e fitto pergolato, era sollievo di noi bambini durante le afose ore pomeridiane di quelle lunghissime estati.
Mi rammento di tuo padre Attilio. La folta capigliatura nera e quegli occhi scuri, dove vedevo brillare i lampi di una brace sempre viva.
La sua figura la associo a quella di una sgangherata bicicletta che lui accompagnava a mani quando la sera ormai stanco, ritornando dal lavoro, imboccava quella salitina davanti casa. Erano dissetanti come spicchi di dolce arancia quei mestoli di acqua attinta dal paiolo di rame collocato accanto al lavandino, su quel ripiano di marmo, altare in onore degli dei della cucina.
Stavamo insieme, seduti sotto il pergolato, per giornate intere, parlando, ridendo, scherzando, immaginando, sognando, amando, vivendo.
Tu eri il bambino  che non poteva correre ma l'ebbrezza che sapeva offrirmi la tua compagnia allora, l'ho provata dopo soltanto alcune volte, correndo sulla spiaggia , sotto la pioggia estiva .
Luglio 2015 , Marina di Pietrasanta , pineta Versiliana ... Il vento vorticoso ha sradicato alberi possenti, ma non il ricordo mio di te, fragile e forte creatura.
Per me i soli che esistono sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, di parole, di salvezza, quelli del tutto e subito; quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono,altissimi, tra le stelle ...
Kerouac