Un nuovo inibitore della fusione (IF) denominato albuvirtide ha ottenuto risultati promettenti in due studi di fase II come trattamento delle infezioni da Hiv da somministrarsi endovena una sola volta alla settimana.
I risultati dei trial sono stati presentati al Congresso dell'Interscience Conference on Antimicrobial Agents and Chemotherapy (ICAAC) di San Francisco.

Come spiegato dagli esperti, gli IF bloccano l'ingresso del virus all'interno della cellula ospite e possono rimanere attivi contro i ceppi virali che hanno sviluppato resistenza ai farmaci comunemente usati per il trattamento delle infezioni da Hiv.
L'unico IF attualmente in commercio è enfuvirtide che viene somministrato sottocute due volte al giorno.

Albuvirtide (anche conosciuto come FBM600) è un peptide sintetico sviluppato dalla cinese Chongqing Frontier Biotechnologies chimicamente simile a enfuvirtide, che ha come target la proteina gp41 dell'Hiv presente sulla membrana del virus, necessaria per l'ingresso del virus nelle cellule T CD4+.
Negli studi in vitro e su animali il farmaco aveva dimostrato di essere attivo contro un ampio spettro di isolati di Hiv, con un profilo di sicurezza favorevole.
Il nuovo farmaco si lega con forza e forma una coppia con l'albumina umana presente nel sangue, che lo rende capace di restare attivo più a lungo nel corpo, ma che lo rende anche incapace di penetrare la barriera encefalica o i testicoli.

Il primo studio presentato all'ICAAC ha arruolato 55 pazienti con Hiv, randomizzati a ricevere una dose singola da 20 mg a 640 mg del farmaco o placebo.
Il medicinale è stato somministrato endovena e i partecipanti sono stati ospedalizzati per l'osservazione.
Tutti i pazienti arruolati, tranne uno, sono stati trattati e analizzati e due soggetti hanno abbandonato lo studio prima del termine.

Circa il 70% dei soggetti arruolati erano uomini di età media pari a 38 anni.
La carica virale media era di 20.000 copie/ml, la conta di CD4 all'arruolamento era di 400 cellule/mm3 e tutti i partecipanti mostravano almeno 250 cellule/mm3.

Il farmaco è stato generalmente ben tollerato in tutte le dosi analizzate.
Non sono stati osservati eventi avversi o reazioni al sito di iniezione.
Il profilo farmacocinetico del medicinale era buono e l'emivita era di 11 giorni.
L'attività antiretrovirale si è mantenuta per sei giorni dopo la somministrazione di una singola dose del farmaco.

Il secondo studio ha arruolato 20 pazienti naive alla terapia antiretrovirale assegnati a ricevere una dose da 160 mg o da 320 mg del medicinale.
I partecipanti hanno ricevuto la terapia una volta al giorno per i primi tre giorni, seguiti da una singola dose del farmaco somministrata ai giorni 8 e 15.

Tutti i pazienti arruolati nello studio erano uomini omosessuali.
Nel gruppo assegnato alla dose da 160 mg l'età media era di 36 anni, la carica virale era di 30.000 copie/ml al basale e la conta di CD4 era di 484 cellule/mm3 .
Nel gruppo assegnato alla dose da 320mg, l'età media era di 27 anni, la carica virale era di 8.000 copie/ml e la conta di CD4 era di 406 cellule/mm3.

Anche in questo studio il farmaco è risultato generalmente ben tollerato e non sono stati osservati eventi avversi importanti.
Inoltre, i partecipanti non hanno sviluppato anticorpi contro il farmaco dopo la somministrazione della prima dose del medicinale.

Nel gruppo assegnato ai 160 mg del farmaco è stata osservata una riduzione media della carica virale pari a 0,68 log10 copie/ml e una diminuzione dell'RNA virale fino a 0,5 log10 o inferiore nell'83% dei partecipanti.
Nel gruppo assegnato alla dose da 320 mg la riduzione della carica virale era pari a 1,05 log10 copie/ml e il 100% dei partecipanti ha ottenuto una riduzione dell'RNA di Hiv di almeno 0,5 log10.

La soppressione virale sostenuta è stata osservata dopo i primi tre giorni. I livelli di RNA di Hiv sono aumentati dopo l'ultima dose del farmaco suggerendo lo sviluppo di una resistenza al medicinale.

In base a questi risultati gli autori concludono che la terapia con albuvirtide induce una buona soppressione virale con una chiara relazione tra la dose del garmaco e l'efficacia del medicinale.
Gli 11 giorni di emivita, inoltre, supportano la somministrazione settimanale del farmaco.
Ulteriori studio sono stati pianificati per valutare l'associazione di albuvirtide con altri antiretrovirali.


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