Si chiama Vemurafenib, ed e' il primo ed unico farmaco personalizzato ad aver mostrato di migliorare la sopravvivenza in pazienti affetti da melanoma metastatico positivo alla mutazione del gene BRAF V600, presente in circa meta' dei casi della malattia.
Lo stato della mutazione BRAF svolge un ruolo cruciale nell'aiutare i medici a decidere se un paziente affetto da melanoma metastatico, possa potenzialmente beneficiare della terapia con inibitori di BRAF.

Per fare questo e' stato istituito un controllo di qualita' delle strutture mediche in Italia, primo progetto del suo genere in Europa, promosso dagli oncologi dell'AIOM e dagli anatomopatologi della SIAPEC-IAP e presentato oggi a Roma.
L'analisi molecolare con metodiche convalidate e standardizzate si esegue quando il tumore e' in fase avanzata per individuare la mutazione del gene BRAF.

Se e' presente, e' efficace la prima 'terapia personalizzata' in grado di migliorare significativamente la sopravvivenza.
"Quasi il 90% dei laboratori distribuiti sull'intero territorio hanno ricevuto il bollino blu, risultato eccellente per la severita' con cui abbiamo eseguito il test.

Su 10 campioni, ogni struttura non aveva possibilita' di errore, tutti i laboratori che hanno ricevuto l'ok hanno riportato il 100% di test corretti." dichiara Claudio Clemente, Presidente SIAPEC-IAP (Societa' Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologica Diagnostica), durante la presentazione del progetto.

 

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