Sugli aiuti ai disabili il cuore viene prima
La speranza di ripristinare i fondi. È in discussione il grado di civiltà di una nazione


Nella galassia frastagliata e spesso misteriosa all'esame della spending review , c'è un mondo, quello della disabilità, che sta subendo da anni, dunque da ben prima del rigore imposto dal governo Monti, un martellamento costante e inesorabile nella riduzione dei sostegni finanziari. Oggi la situazione è talmente drammatica e umiliante da mettere in discussione il grado di civiltà di una nazione. La cronaca ci segnala 60 disabili gravi (tra cui malati di Sla) che hanno intrapreso uno sciopero della fame. Al di là dei gesti disperati sono le associazioni assieme al mondo del volontariato e del terzo settore ad aver ribadito il loro allarme con una serie di manifestazioni, l'ultima mercoledì scorso davanti a Montecitorio.
 

 

I DATI

- Alcuni dati, forniti dalla Fish (Federazione italiana superamento handicap), sono da brivido: il Fondo nazionale per le politiche sociali, che dovrebbe garantire risorse aggiuntive agli enti locali per servizi di supporto è passato dai 929,3 milioni del 2008 a 44,8 milioni previsti per il 2013. Il Fondo per la non autosufficienza, istituito per fornire sostegno a persone con gravissima disabilità in modo che conducano una vita dignitosa nella propria casa disponeva di 400 milioni ed è da tre anni a zero euro. Facile capire come questa scure inesorabile che ha cancellato il concetto di solidarietà abbia messo in crisi ogni tipo di intervento e di prestazione. Un esempio per tutti, la situazione vergognosa di molti istituti scolastici in tutta Italia che non hanno potuto garantire alla ripresa delle lezioni il personale di sostegno. Il Corriere ha più volte raccontato in questi mesi storie di ingiustizia inaccettabile e su Corriere.it il blog InVisibili accoglie costantemente rabbia e angosce (non rassegnazione) di chi deve aggiungere alle oggettive difficoltà quotidiane la battaglia per affermare i propri diritti.

LA SPERANZA - Questa settimana si è aperta una speranza concreta: ci sarebbe un'intesa tra i partiti della maggioranza e il ministro Grilli perché il Fondo sociale e quello per la non autosufficienza vengano ripristinati rispettivamente con 450 e 400 milioni. Spetta ora al Parlamento confermare l'impegno quando approverà la legge di Stabilità: il rischio che il finanziamento possa disperdersi in mille altri rivoli è sempre dietro l'angolo. Ma il semplice denaro non basta: bisogna per esempio aggiornare il nomenclatore tariffario (assurdo che un computer di sintesi vocale non venga erogato dal servizio sanitario), evitare (come stava per accadere) che nella certificazione dell'invalidità restasse fuori la disabilità intellettiva come la sindrome autistica. Sono tutti aspetti che misurano il grado di sensibilità di uno Stato. Da cui, poi, poter agire senza titubanze su sprechi e truffe.

fonte: http://www.corriere.it di Alessandro Cannavò