Preparatevi per un giorno di San Valentino all'insegna di sesso, amore e sentimenti: arriva nelle sale The Sessions (le sessioni, ndr), un altro film in cui si parla di disabilità dopo il successo di Intouchable - Quasi amici (leggi Intouchable, è ora di discutere e A lezione dagli "Intoccabili").

 Nelle sale italiane a partire dal 14 febbraio, non mancherà di sollevar polemiche, dibattiti e si spera anche riflessioni serie e approfondite. Si parla di sesso e di disabilità, con crudezza e realismo. Il film, infatti, è la riproposizione cinematografica di una storia vera e racconta della "prima volta" del giornalista e poeta californiano Mark O'Brien, che ha il volto dell'attore John Hawkes.

O'Brien, paralizzato dal collo in giù a causa della poliomelite confida al suo confessore il desiderio di avere la prima esperienza sessuale con una donna. Il sacerdote con l'aiuto dei terapisti specializzati coinvolge un'assistente sessuale (leggi dell'iniziativa per portare questa figura anche in Italia), interpretata nel film da Helen Hunt, che lo inizia alla sessualità con delicatezza a 38 anni.

Il blog Invisibili ha già affrontato il tema della sessualità (leggi Il sesso dei disabili e l'abbraccio di una madre e Anch'io tanti anni fa...) e del bisogno di amare ed essere corrisposti (leggi Se la coppia è diversa: l'amore contrastato tra chi è disabile e chi no) e certamente non perderemo questa occasione per tornare a rifletterci e a crear dibattito. Ma non oggi. È prematuro, prima è necessario che il film esca nelle sale.

Parliamo invece di come anche nel mondo del cinema stia cambiando l'immagine delle persone con disabilità. E partiamo dal film più recente che è Quasi amici che come saprete è stato escluso dalla corsa agli Oscar. Un film apprezzatissimo in Italia, con 2,5 milioni di spettatori e un incasso di 15 milioni di euro, ancor più in Francia dove Omar Sy, il simpaticissimo "badante" di colore è stato eletto il più amato dai francesi nell'annuale classifica Top 50, giunta alla 56esima edizione e che da 25 anni è il barometro delle simpatie transalpine. La sensazione è che Quasi Amici, con quello scanzonato modo di affrontare tematiche ostiche e difficilmente digeribili - dalla sessualità alla droghe terapeutiche o semplicemente, si fa per dire, le esplorazioni fisiologiche - sia stato in grado di scardinare il rapporto ingessato tra un pubblico ancora restio a "prendere in considerazione" la disabilità e il mondo delle persone con disabilità ancora troppo chiuso in se stesso. Che abbia chiuso definitivamente con il tabù sociale: il poter sorridere della disabilità e scherzare con le persone con disabilità. Un nuovo modo di vedere e "far vedere" la disabilità, un po' come avviene, forse con minor successo, in un altro film francese sempre del 2012, Un sapore di ruggine e ossa, che narra la vicenda di un'istruttrice di orche che perde le gambe durante uno show.

Il confronto è con diversi film vincitori di premi Oscar. E' con The Elephant men (1980) che racconta la storia di un uomo con sindrome di Prometeo, un uomo, nella visione di David Lynch, terrorizzato di incutere paura negli altri, con Rain Man (1988) con un magistrale Dustin Hoffman, pellicola criticata per aver riportato tutti gli stereotipi sull'autismo. E ancora con Al Pacino nei panni del tenente Slade, non vedente, in Profumo di Donna (1992).

Il cinema, quello ben fatto, è un "luogo" di discussione e di cultura. Interessante quindi la rassegna cinematografica, La disabilità è un lusso? che si tiene per altri tre venerdì al Centro Candiani di Mestre (VE) su iniziativa dei Parkinsoniani Associati di Mestre. Tra le proiezioni in programma durante la rassegna: Le chiavi di casa di Gianni Amelio (venerdì 18 gennaio alle 17.30), Come prima e Crisalidi di Mirko Locatelli (venerdì 25 gennaio alle 17.30), 10 Mountains, 10 Years di Jennifer Yee (venerdì 1 febbraio alle 17.30). Ma la lista dei film che meriterebbero una visione sono tanti... sarebbe bello costruire una lista dei più significativi... avete suggerimenti?