Claudio Cardinale, non autosufficiente, da alcuni giorni non può andare al lavoro. Il suo ufficio è ad Assago, ma la metropolitana non è accessibile. "Per il comune dovrei pagarmi sia l'assistente personale che i trasporti. Ma sono spese che non riesco a coprire".

Da alcuni giorni Claudio Cardinale, 44enne informatico, è in ferie. Forzate. Ha dovuto chiederle al suo datore di lavoro perché il Comune di Milano ha deciso di rimodulare i contributi per il trasporto disabili e Claudio non ne ha più diritto.

 

"Lavoro part time e ho calcolato che spenderei tutto il mio stipendio per pagare di tasca mia il trasporto", racconta. Il suo ufficio è ad Assago, ma la metropolitana, nuova di zecca, non è accessibile ai disabili. Claudio non è autosufficiente, perché fin dalla nascita è affetto da artogriposi, malattia genetica che non gli ha permesso di sviluppare la muscolatura. "Mi muovo solo con le stampelle o la sedia a rotelle elettrica -aggiunge-. Ho preso ferie per avere il tempo di trovare una soluzione alternativa". Immagine di un disabile in carrozzina


Nel giro di poche settimane Claudio sta perdendo il diritto di vivere in maniera autonoma, a casa propria. Infatti con la delibera 1205/2013 il Comune ha ridotto del 30% il sussidio per il suo assistente familiare e abbassato il reddito minimo per avere diritto al contributo per il trasporto. Per quanto riguarda l'assistente familiare, il taglio gli costerà circa 500 euro al mese. Sui trasporti, invece la delibera stabilisce che possono chiedere il contributo solo coloro che hanno un reddito inferiore "2 volte al minimo vitale annuo", mentre prima era di 5 volte il minimo vitale annuo. In altri termini, una persona sola come Claudio ottiene il contributo solo se il suo reddito annuo è inferiore a 12.881,18 euro, mentre prima il limite era di circa 30mila euro. "Ora è troppo basso -spiega-. Ho un lavoro part time e percepisco in aggiunta una pensione di invalidità di circa 500 euro al mese. Per il Comune dovrei pagarmi sia l'assistente personale che i trasporti. Ma sono spese che invece non riesco a coprire con il mio lavoro". Claudio è di fronte a scelte drammatiche: se paga l'assistente familiare non riesce a pagare l'affitto, se va a lavorare spende tutto nei trasporti e non gli rimane nulla, neanche per pagare l'assistente familiare. Un circolo vizioso, da cui per ora non sa come uscire. Per ora può denunciare la sua situazione, attraverso il suo blog www.disabilialloscoperto.it.

(Dario Paladini)

Fonte: http://www.superabile.it/web/it/REGIONI/Lombardia/News/info517433802.html