In tutta Roma e provincia, 3200 studenti disabili aventi diritto hanno dovuto cominciare le lezioni senza i loro assistenti a causa di problemi tecnico-burocratici e probabilmente vi dovranno rinunciare fino a metà ottobre. Le numerose lesioni dei diritti degli studenti disabili, verificatesi negli ultimi mesi in tutto il territorio di Roma e provincia, diventano l’oggetto di due interrogazioni parlamentari a firma del deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Brescia. In tutta Roma e provincia, 3200 studenti disabili aventi diritto hanno dovuto cominciare le lezioni senza i loro assistenti a causa di problemi tecnico-burocratici e probabilmente vi dovranno rinunciare fino a metà ottobre.

Episodi che arrivano a breve distanza dagli accadimenti del 29 agosto scorso presso l’istituto romano Simonetta Tosi e presso l’istituto comprensivo di via Padre Semeria. Nel primo caso, a seguito di una comunicazione della provincia, è stato soppresso un valido corso professionale rivolto a disabili tra 18 e 24 anni, lasciando “per strada” 20 studenti. Nel secondo caso (due scuole elementari ed una media) a pagare sono stati i più piccoli: il taglio dei fondi ed il conseguente taglio delle ore lavorative degli operatori socioassistenziali, ha causato l’uscita anticipata da scuola dei piccoli studenti portatori di handicap impossibilitati a rimanere da soli.


“I provvedimenti presi dalla ministra Carrozza a garanzia dei diritti dei disabili sono assolutamente insufficienti - ha dichiarato il pentastellato Giuseppe Brescia - Occorrerebbe prevedere nell'immediato le assunzioni degli insegnanti di sostegno distribuite su tre anni, al fine di garantire quantomeno il rapporto di un docente ogni due  alunni disabili”.
Brescia è un educatore di professione e in passato ha lavorato a stretto contatto proprio con gli studenti disabili: “Ho visto spesso molti docenti di sostegno avere gravi difficoltà a dare un'efficacia alla loro azione con i ragazzi a loro assegnati. Le disabilità sono di tanti tipi ed ogni persona è un mondo. Sarebbe necessario puntare sulle "equipe educative" formate da docenti, educatori, psicologi e counselor per poter dare ai ragazzi disabili un sostegno adeguato. Mentre qui ci troviamo paradossalmente davanti ad una situazione di assenza degli operatori socioassistenziali”.

 

Fonte: www.affaritaliani.it