E' l'ora di finirla di tapparsi le orecchie e gli occhi per non sentire né vedere niente, neppure le sacrosante richieste d’aiuto. In ogni città ci sono disabili che lottano ogni giorno — insieme alle loro famiglie e agli operatori delle cooperative sociali — per conquistarsi un sorriso e una “normale” qualità della vita. Ce ne accorgiamo troppo raramente, ma è successo ieri quando alcuni uomini e donne disabili, con i loro padri, le loro madri e gli educatori, si sono riuniti sotto il Comune di Viareggio per reclamare un po’ di attenzione.
 

In particolare l’attenzione di una classe dirigente, sia essa ordinaria o straordinaria, che sembra sorda quando si parla di welfare.
«Prima il taglio dall’alto dei trasferimenti agli enti locali, poi i tagli del 5% sulla sanità in base alla spending review, ora anche l’aumento di 6 punti Iva per le cooperative sociali previsto dal decreto stabilità — fa il punto della situazione Vera Caruso, presidentessa della cooperativa Crea — e la conclusione è che tutto questo sta dando il colpo di grazia al sistema di protezione sociale e ai servizi territoriali indirizzati alle fasce deboli».

Se poi aggiungiamo le insolvenze del Comune di Viareggio «all’incirca 450 mila euro» per i servizi di assistenza affidati alla cooperativa Crea nel 2012, e altrettanti «450mila euro» per i servizi affidati invece dall’Asl sempre alla Crea, si ha la netta impressione che la situazione in Versilia sia davvero destinata a precipitare. Proprio per fermare questa deriva il gruppo della Crea, con il sostegno di altre cooperative sociali locali, ha deciso di manifestare pubblicamente.
E continuerà a farsi sentire fin quando non arriveranno garanzie per il futuro. Ma dall’incontro privato strappato ieri dalla presidentessa della Crea e dal presidente della Croce Verde Milziade Caprili al commissario prefettizio Domenico Mannino non sono arrivate rassicurazioni di alcun tipo. Certezze in passato non ne hanno date neppure il presidente della società della salute Enrico Salvatori o la direzione dell’Asl. Il 31 dicembre, solo per fare un esempio, scadranno i contratti di servizio tra il comune di Viareggio e la Crea.

Che fine faranno i 200 impiegati della cooperativa sociale che da 30 anni opera su tutto il territorio versiliese? Ma soprattutto quale futuro si prospetta per gli ospiti che ogni giorno partecipano alle attività dei centri diurni se questi contratti non saranno rinnovati? Durante un’assemblea in sala di rappresentanza — pagata 39 euro dai manifestanti — la mamma di Elena, disabile, non ha neppure provato a spiegare le ripercussioni che questa ipotesi potrebbe avere su sua figlia.
Si è limitata a raccontare che «da quando Elena frequenta il Capannone della Crea è un’altra persona. Sorride ed è serena, e noi con lei». Peccato però che nessuno membro dell’amministrazione straordinaria, né i principali esponenti della politica o delle liste civiche locali — ad eccezione di Caprili, di Cristina Boncompagni, di Antonio Batistini e di Romina Cortopassi — fossero presenti per ascoltarla. Né per appuntarsi le poche parole di don Luigi Sonnenfeld. «I disabili — le ripetiamo per chi se le fosse perse — non sono pesi morti della società. Sono risorse per le scuole, per i quartieri e anche per la cultura. Nel loro fare c’è un valore, anche economico, che dobbiamo mettere in risalto superando così i limiti dell’assistenzialismo».
Martina Del Chicca


Fonte: quotidiano.net