Utenti in linea nel sito

Abbiamo 98 ospiti e 0 membri online

    Utenti in linea nel forum

    Abbiamo 43 ospiti e 0 membri online

      Come spiegato dagli esperti, gli IF bloccano l'ingresso del virus all'interno della cellula ospite e possono rimanere attivi contro i ceppi virali che hanno sviluppato resistenza ai farmaci comunemente usati per il trattamento delle infezioni da Hiv.
      L'unico IF attualmente in commercio è enfuvirtide che viene somministrato sottocute due volte al giorno.

      Albuvirtide (anche conosciuto come FBM600) è un peptide sintetico sviluppato dalla cinese Chongqing Frontier Biotechnologies chimicamente simile a enfuvirtide, che ha come target la proteina gp41 dell'Hiv presente sulla membrana del virus, necessaria per l'ingresso del virus nelle cellule T CD4+.
      Negli studi in vitro e su animali il farmaco aveva dimostrato di essere attivo contro un ampio spettro di isolati di Hiv, con un profilo di sicurezza favorevole.
      Il nuovo farmaco si lega con forza e forma una coppia con l'albumina umana presente nel sangue, che lo rende capace di restare attivo più a lungo nel corpo, ma che lo rende anche incapace di penetrare la barriera encefalica o i testicoli.

      Il primo studio presentato all'ICAAC ha arruolato 55 pazienti con Hiv, randomizzati a ricevere una dose singola da 20 mg a 640 mg del farmaco o placebo.
      Il medicinale è stato somministrato endovena e i partecipanti sono stati ospedalizzati per l'osservazione.
      Tutti i pazienti arruolati, tranne uno, sono stati trattati e analizzati e due soggetti hanno abbandonato lo studio prima del termine.

      Circa il 70% dei soggetti arruolati erano uomini di età media pari a 38 anni.
      La carica virale media era di 20.000 copie/ml, la conta di CD4 all'arruolamento era di 400 cellule/mm3 e tutti i partecipanti mostravano almeno 250 cellule/mm3.

      Il farmaco è stato generalmente ben tollerato in tutte le dosi analizzate.
      Non sono stati osservati eventi avversi o reazioni al sito di iniezione.
      Il profilo farmacocinetico del medicinale era buono e l'emivita era di 11 giorni.
      L'attività antiretrovirale si è mantenuta per sei giorni dopo la somministrazione di una singola dose del farmaco.

      Il secondo studio ha arruolato 20 pazienti naive alla terapia antiretrovirale assegnati a ricevere una dose da 160 mg o da 320 mg del medicinale.
      I partecipanti hanno ricevuto la terapia una volta al giorno per i primi tre giorni, seguiti da una singola dose del farmaco somministrata ai giorni 8 e 15.

      Tutti i pazienti arruolati nello studio erano uomini omosessuali.
      Nel gruppo assegnato alla dose da 160 mg l'età media era di 36 anni, la carica virale era di 30.000 copie/ml al basale e la conta di CD4 era di 484 cellule/mm3 .
      Nel gruppo assegnato alla dose da 320mg, l'età media era di 27 anni, la carica virale era di 8.000 copie/ml e la conta di CD4 era di 406 cellule/mm3.

      Anche in questo studio il farmaco è risultato generalmente ben tollerato e non sono stati osservati eventi avversi importanti.
      Inoltre, i partecipanti non hanno sviluppato anticorpi contro il farmaco dopo la somministrazione della prima dose del medicinale.

      Nel gruppo assegnato ai 160 mg del farmaco è stata osservata una riduzione media della carica virale pari a 0,68 log10 copie/ml e una diminuzione dell'RNA virale fino a 0,5 log10 o inferiore nell'83% dei partecipanti.
      Nel gruppo assegnato alla dose da 320 mg la riduzione della carica virale era pari a 1,05 log10 copie/ml e il 100% dei partecipanti ha ottenuto una riduzione dell'RNA di Hiv di almeno 0,5 log10.

      La soppressione virale sostenuta è stata osservata dopo i primi tre giorni. I livelli di RNA di Hiv sono aumentati dopo l'ultima dose del farmaco suggerendo lo sviluppo di una resistenza al medicinale.

      In base a questi risultati gli autori concludono che la terapia con albuvirtide induce una buona soppressione virale con una chiara relazione tra la dose del garmaco e l'efficacia del medicinale.
      Gli 11 giorni di emivita, inoltre, supportano la somministrazione settimanale del farmaco.
      Ulteriori studio sono stati pianificati per valutare l'associazione di albuvirtide con altri antiretrovirali.


      www.adnkronos.com/Salute/hp/

       

      Entra in Facebook nel gruppo: Noi Disabilifree

      Novembre 2017
      23
      Giovedi
      15:51
      BuaXua Calendar