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      Questa è la storia di una donna disabile al 100% abbandonata dallo Stato per colpa della burocrazia "impazzita", una vicenda che ha dell'incredibile. Jolanda è un'anziana che vive a Calesana, nel vercellese. Nata nel 1918 in Ungheria, oggi ha 94 anni. Nel 1952 si trasferisce in Italia perché qui ha una sorella sposata con un cittadino italiano. La sorella muore nel 1965 e lei rimane sola. La donna, disabile, appena arrivata nel nostro paese (aveva 34 anni), viene ricoverata in vari ospedali psichiatrici (nei vecchi manicomi). Nel 1986 viene trasferita in un ospizio per anziani, struttura non adatta ai suoi problemi.


      A partire dal 1988 e fino al 1995 la prefettura di Vercelli si fa carico del pagamento della retta, prima nell'ospedale psichiatrico e poi nella casa di riposo. La stessa prefettura richiede e ottiene relazioni mediche periodiche sullo stato di salute della donna. Dal 1986 e fino al 2012 Jolanda riceve la pensione sociale, che viene erogata dall'Inps e poi, da 10 anni, l'assegno di invalidità. Ma a ottobre del 2012, appena un mese fa, la sua vita viene sconvolta dalla burocrazia e "avviene l'incredibile", come racconta ad Affaritaliani.it il consigliere regionale del Piemonte, Antonio Caputo: "Dopo 26 anni si 'sveglia' il direttore provinciale dell'Inps di Vercelli e manda una lettera in cui revoca la pensione della donna". Con quale motivazione? "Perché non è cittadina italiana. E addirittura le vengono chiesti gli arretrati. Una cosa mostruosa". Parliamo di una persona che non è in grado di badare a se stessa e che mai avrebbe potuto seguire da sola gli iter burocratici per avere la cittadinanza. Nè tantomeno qualcuno lo ha potuto fare per lei. "E' assurdo che la prefettura, che per anni l'ha sostenuta economicamente pagando la struttura in cui era ricoverata, e ora improvvisamente le toglie tutto".

      Un caso di "impazzimento" della burocrazia che "non è in grado di autogovernarsi, non garantisce regolarità efficienza e ed equità", spiega Caputo. L'aspetto chiave è la disumanità nei confronti di questa donna. Un'ingiustizia spaventosa, tale da pensare ad un'ipotesi di reato, visto che il codice penale prevede l'abbandono di incapace"

      Ora la 94enne si trova ancora in una casa riposo a Caresana, ma nessuno paga la retta e rischia di essere mandata via. "Un caso scandaloso e urgente anche perché se la donna morisse, saremmo di fronte quasi ad un omicidio premeditato. Perché le amministrazioni dello stato, Inps e prefettura, sapevano di questa donna. E' vero che la legge italiana dice che per ottenere la cittadinanza devi chiederla, ma che succede se non sei in grado di chiederla? Si tratta di un vuoto legislativo notevole". Per questo il difensore civico ha inviato una lettera al ministro dell'Interno, Anna Maria Cancelleri, chiedendo un intervento d'Ufficio per sbloccare la macchina, nominando un tutore: "Anche perché Jolanda avrebbe diritto alla cittadinanza già dal 92 per la nuova legge sulla cittadinanza, che prevede che un cittadino extracomunitario ne abbia diritto dopo una permanenza di 4 anni in Italia".

      Fonte : affaritaliani.libero.it
      Venerdì, 16 novembre 2012

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